Quinzi’s Blog

“If today were the last day of my life, would I want to do what I am about to do today?”

Jan

07

Oggi per finire “Il Ninja”

Inserito da admin il 07 January 2008

Pratico HowTo su come tramutare una vostra t-shirt in un pratico Ninja Helmet o copricapo ninja!

Howto ninja helmet

(ora sicuramente riderete, ma un futuro potrebbe sempre tornare utile o_O)

Naturalmente non posso consigliarvi una cosa non provata sulla mia pelle, per questo posto anche le mie foto alla presa con la metamorfosi “ninja”. La prima è con il pigiama a maniche lunghe (ma riesce non benissimo)…

cruz ninja con maschera del pigiama

…mentre la seconda è con una maglia a maniche corte, dove riesce benissimo.

cruz ninja con maschera maglia nera

Jan

07

In edizione limitata gli inimitabili scacchi di SPARTA, farete voi la differenza nella guerra dei 300 :)

scacchi sparta

Jan

07

Lui è assolutamente un Genio!

Inserito da admin il 07 January 2008

…a volte mi chiedo come fanno certe cose a non venirmi in mente! davvero stupendo in stile NERD.

La persona dietro di me non vede

 

Nov

05

Esercitazioni Sicurezza 1-2

Inserito da admin il 05 November 2007

Le prime 2 esercitazioni obbligatorie per passare l’esame di sicurezza sono state svolte e le ho uppate nel mio sito, esattamente sotto la sezione “Produzioni” (sono degli howto su come creare coppie di chiavi pubbliche e private con openssl e gpg, come creare digest, fingerprint, firmare tutto in formato MD5 ed esportare la chiave pubblica creata tramite GPG in modalità armor su un file .asc)

Per vederle o scaricarle direttamente da qui cliccate sui seguenti link:

http://www.quinzi.org/files/Esercitazione1Sicurezza.txt

http://www.quinzi.org/files/Esercitazione2Sicurezza.txt

Spero vi possano essere d’aiuto ^_^

Nov

03

HappYness…

Inserito da admin il 03 November 2007

Ciao lettore, non sò come tu sia finito qui nel mio blog, non sò con quale intento o cercando cosa, ma è un piacere sapere che le mie parole giungano alle tue orecchie (in senso metaforico visto che qui si tratta di una lettura).

Sono qui, non è prestino e sono anche stanco, ma ho passato una serata favolosa, ti starai chiedendo come mai ho scritto il titolo di questo post in modo errato…la cosa dovrebbe far saltare alla mente il film “The Pursuit of HappYness“, davvero un film stupendo, che ho rivisto questa sera… A fine film naturalmente ci sono stati i commenti, positivi, quanto non, e delle riflessioni… il protagonista in questo film alla fine riesce ad ottenere la felicità e diventa multi-milionario, qui la felicità in effetti viene identificata un pò troppo con il denaro, ma visto che tutto ciò serviva per far felice il figlio gia c’era (ovvero affetto reciproco), mancava solo il denaro, allora ci poteva e doveva assolutamente stare… Il ragionamento invece che a me è piaciuto tantissimo, fatto dalla persona che era con me a vedere il film, è arrivato alla mia domanda “ma tu, sei in cerca della felicità? o l’hai gia trovata?”, la risposta è stata… “Naturalmente sono in cerca della felicità, lo si è sempre, se l’avessi gia trovata, quale obbiettivo dovrei poi raggiungere?” e come tutti ben sappiamo, senza obbiettivi una vita è assai difficile da portare avanti, ed essendo la felicità per quasi tutti l’obbiettivo finale, cosa ci sarebbe poi? come ci sentiremmo? forse l’obbiettivo poi diverrebbe il mantenere questa felicità attiva, compito assolutamente arduo, o forse una volta ottenuto TUTTO ci si accorgierebbe che è solo una parte del raggiungibile e che poi si aprirebbero le porte per nuovi orizzonti?… io questo sicuramente non posso giudicarlo, lo lascio fare a te :)

Posso solo dire che sono contento, molto contento, questo periodo soprattutto… Ogni giorno l’obbiettivo felicità lo vedo sempre piu vicino e non è assolutamente tutto per merito mio, anzi…naturalmente chi ci da questi piaceri è sempre chi ha bontà da vendere e oltre alla bontà potrebbe vendere anche la modestia, quindi ringraziarli risulterebbe qui inutile (ci ho gia provato ^_^)

Prendi le cose come arrivano…se sono brutte? scartale, poi ce ne sarà una migliore….non lo è? riprova… 10mila dispiaceri valgono sicuramente l’attesa di un momento di gioia e felicità! e questo SEMPRE. Se poi sono belle, goditele e cerca di custodirle dove nessuno potrà mai toccartele o portartele via.

Apr

23

Google Web History!

Inserito da admin il 23 April 2007

logo googleVuoi recuperare un articolo che hai letto su Internet, ma non ricordi dove e quando? Adesso c’è un nuovo servizio di Google che ti viene in aiuto. Si chiama Web History ed è l’evoluzione diretta del vecchio Search History, uno strumento che ti permetteva di analizzare tutte le tue ricerche effettuate sul motore di ricerca. Web History fa qualcosa di più: tiene in memoria tutti i siti visitati durante le tue navigazioni e ti aiuta a organizzarli, recuperarli, analizzarli.

Per accedere al servizio sono necessari tre requisiti. Primo, bisogna avere un account Google (quello di GMail va benissimo). Secondo, si deve scaricare la Google Toolbar, la barra di pulsanti che si lega al browser e si apre ogni volta che accedi a Internet. Terzo, si deve essere d’accordo nel concedere all’azienda americana un’altra bella fetta della propria vita online.

Semplice e geniale, come praticamente tutto ciò che è uscito negli ultimi cinque anni dal quartier generale di Mountain View, Web History solleva infatti alcune perplessità relative alla presenza sempre più invasiva di Google nella vita quotidiana dei cittadini del Web. Il primo grande colosso industriale dell’era di Internet ormai sa tutto di noi. Nei suoi server sono archiviate tonnellate di informazioni provenienti dai suoi svariati servizi: le email di GMail, ma anche i dati del motore di ricerca, di Blogger, di Google Talk, di AdSense. Con Web History, la mappatura della nostra identità online diventa ancora più precisa e minuziosa.

E’ vero che nessuno è obbligato a usufruire del servizio. Anche chi ha già scaricato la Google Toolbar può decidere in qualsiasi momento di attivare o disattivare la tracciatura di Web History. Ed è anche vero che in fondo alla privacy ormai stiamo rinunciando volontariamente giorno per giorno. Un pezzetto se ne va quando descriviamo la nostra vita su blog e forum. Un altro quando pubblichiamo le foto delle vacanze su Flickr o i video del matrimonio su YouTube. Un altro quando utilizziamo servizi online per condividere la musica che stiamo ascoltando (Last.fm), i libri che stiamo leggendo (LibraryThing), i blog che ci piace consultare. E si tratta di concessioni che facciamo ben volentieri.

Ma con Google c’è un elemento di dubbio in più, quello che suona come un campanello d’allarme per molti commentatori e attivisti digitali: il rapporto con la pubblicità. Tra Mountain View e gli inserzionisti esistono liaisons sempre più strette e pericolose. Le pubblicità di AdSense sono la gallina dalle uova d’oro di Google e appena una settimana fa l’azienda ha annunciato l’imminente acquisizione (per oltre tre miliardi di dollari) di DoubleClick, storica società di banner e servizi promozionali assortiti. E agli inserzionisti pubblicitari non possono che fare gola le informazioni sulle nostre abitudini raccolte tramite la Web History.

Per statuto, Google è nata con intenti benefici. “We don’t make evil” è il suo slogan più famoso, ben evidente sul sito ufficiale. A proposito di Web History, la società si è premurata di confermare le sue attuali rigide linee guida: i dati degli utenti non verranno forniti a terzi, se non in forma aggregata o per rispondere a richieste delle autorità. Tuttavia, su Internet inizia a circolare una sottile inquietudine. Google è ancora vista con una generale benevolenza: i suoi servizi funzionano, sono in gran parte gratuiti e il suo approccio al mondo di Internet risulta tuttora più fresco e simpatico di quello di molti rivali. L’ombra di quei server nascosti nei bunker dell’azienda, pieni zeppi di informazioni personali e dati sensibili, sta diventando però sempre più lunga.

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