Quinzi’s Blog

“If today were the last day of my life, would I want to do what I am about to do today?”

Apr

23

Google Web History!

Inserito da admin il 23 April 2007

logo googleVuoi recuperare un articolo che hai letto su Internet, ma non ricordi dove e quando? Adesso c’è un nuovo servizio di Google che ti viene in aiuto. Si chiama Web History ed è l’evoluzione diretta del vecchio Search History, uno strumento che ti permetteva di analizzare tutte le tue ricerche effettuate sul motore di ricerca. Web History fa qualcosa di più: tiene in memoria tutti i siti visitati durante le tue navigazioni e ti aiuta a organizzarli, recuperarli, analizzarli.

Per accedere al servizio sono necessari tre requisiti. Primo, bisogna avere un account Google (quello di GMail va benissimo). Secondo, si deve scaricare la Google Toolbar, la barra di pulsanti che si lega al browser e si apre ogni volta che accedi a Internet. Terzo, si deve essere d’accordo nel concedere all’azienda americana un’altra bella fetta della propria vita online.

Semplice e geniale, come praticamente tutto ciò che è uscito negli ultimi cinque anni dal quartier generale di Mountain View, Web History solleva infatti alcune perplessità relative alla presenza sempre più invasiva di Google nella vita quotidiana dei cittadini del Web. Il primo grande colosso industriale dell’era di Internet ormai sa tutto di noi. Nei suoi server sono archiviate tonnellate di informazioni provenienti dai suoi svariati servizi: le email di GMail, ma anche i dati del motore di ricerca, di Blogger, di Google Talk, di AdSense. Con Web History, la mappatura della nostra identità online diventa ancora più precisa e minuziosa.

E’ vero che nessuno è obbligato a usufruire del servizio. Anche chi ha già scaricato la Google Toolbar può decidere in qualsiasi momento di attivare o disattivare la tracciatura di Web History. Ed è anche vero che in fondo alla privacy ormai stiamo rinunciando volontariamente giorno per giorno. Un pezzetto se ne va quando descriviamo la nostra vita su blog e forum. Un altro quando pubblichiamo le foto delle vacanze su Flickr o i video del matrimonio su YouTube. Un altro quando utilizziamo servizi online per condividere la musica che stiamo ascoltando (Last.fm), i libri che stiamo leggendo (LibraryThing), i blog che ci piace consultare. E si tratta di concessioni che facciamo ben volentieri.

Ma con Google c’è un elemento di dubbio in più, quello che suona come un campanello d’allarme per molti commentatori e attivisti digitali: il rapporto con la pubblicità. Tra Mountain View e gli inserzionisti esistono liaisons sempre più strette e pericolose. Le pubblicità di AdSense sono la gallina dalle uova d’oro di Google e appena una settimana fa l’azienda ha annunciato l’imminente acquisizione (per oltre tre miliardi di dollari) di DoubleClick, storica società di banner e servizi promozionali assortiti. E agli inserzionisti pubblicitari non possono che fare gola le informazioni sulle nostre abitudini raccolte tramite la Web History.

Per statuto, Google è nata con intenti benefici. “We don’t make evil” è il suo slogan più famoso, ben evidente sul sito ufficiale. A proposito di Web History, la società si è premurata di confermare le sue attuali rigide linee guida: i dati degli utenti non verranno forniti a terzi, se non in forma aggregata o per rispondere a richieste delle autorità. Tuttavia, su Internet inizia a circolare una sottile inquietudine. Google è ancora vista con una generale benevolenza: i suoi servizi funzionano, sono in gran parte gratuiti e il suo approccio al mondo di Internet risulta tuttora più fresco e simpatico di quello di molti rivali. L’ombra di quei server nascosti nei bunker dell’azienda, pieni zeppi di informazioni personali e dati sensibili, sta diventando però sempre più lunga.

Apr

16

Arriva WindowSvista!

Inserito da admin il 16 April 2007

Come tutti sappiamo ormai da tempo è uscito il nuovo Windows Vista, tanto pubblicizzato e tanto richiesto dalle persone, purtroppo non tutti sanno cosa veramente è, ovvero quante falle abbia questo sistema operativo, ma comunque e nonostante tutto ogni persona poco istruita crede che sia buono. Non mi fermo qui ne a spiegarvi perchè io la penso cosi, ne tantomeno perchè dovreste usare altro al suo posto, sarebbe un discorso troppo ma troppo lungo da non riuscire ad usare meno di 700 righe, voglio solo lasciare un video qui sotto che magari può far ridere e pensare molte persone :) io lo definirei con un’unico aggettivo…. OWNED!

Apr

15

Della serie i jappi sono impressionanti guardate questo video gia noto a molti ^_^ e tra le altre cose la canzoncina fa paura ihihih

Apr

13

Lo shutdown day è il giorno in cui si promette di non accendere alcun tipo di macchina elettrica per restare un giorno in piu a contatto con la natura e senza dover utilizzare necessariamente pc, elettrodomestici, auto e quant’altro.In quanti di voi aspettavano questo epocale evento? Degli informatici hanno fatto vedere come si possano comunque divertire con il loro portatile senza necessariamente doverlo accendere ^_^ godetevi lo spettacolo :) Buona visione “E che l’informatica sia con voi!!” ^_^

byeeeee

Apr

10

E ora è tempo di Debian 4.0!

Inserito da admin il 10 April 2007

Arrivata come un regalo pasquale la tanto attesa nuova release di Debian, che porta con se una valanga di novità.
Il processo che ha portato al rilascio di questa distribuzione è stato molto più lungo del previsto, a causa di diversi problemi nate in seno alla fondazione Debian (vedi ad esempio il progetto Dunc-Tank).

Le novità più importanti vengono subito all’occhio, ora abbiamo a disposizione un nuovo e fiammante installer (anche grafico), tradotto in 58 lingue (poche distribuzioni possono vantare una tale varietà di traduzioni).
Molte le novità introdotte in APT, come ad esempio di verificare l’integrità dei pacchetti scaricati da un mirror. E per la gioia dei sistemisti, il processo di update sarà notevolmente più leggero, non verrà più scaricato l’intero pacchetto ma solamente delle patch che contengono “le differenze” con la versione attualmente installata.

Non potrei in poche righe spiegare la totalità degli aggiornamenti, vi consiglio quindi come di consueto di leggere le Release Notes.

Al momento non tutti i mirror sono stati aggiornati, la lista completa la potete trovare qui.
Vi consiglio però, per non sovraccaricare i server Debian, di usare Bittorrent per scaricare le iso, trovate qui una serie di tracker da cui prelevare la .ISO.

Comments Off

Apr

09

Ecco l’arrivo dell’attesissimo MyMaps!

Inserito da admin il 09 April 2007

Dopo Google Custom Search Engine, BigG lancia l’ennesimo strumento di personalizzazione dei propri servizi in base ai desideri degli utenti, questa volta focalizzato sull’onnipresente Google Maps, l’engine di localizzazione geografica in circolazione da un paio d’anni a questa parte. Grazie alla funzionalità MyMaps, archiviare e pubblicare location e itinerari personalizzati - anche con video e contenuti aggiuntivi - sarà semplice come mai fino ad ora.

La personalizzazione di Google Maps non è certo una novità: il reverse engineering del codice Javascript ed XML su cui è quasi interamente basato il tool web ha già permesso la nascita di svariati hack del servizio, e più recentemente la stessa Google ha messo a disposizione la capacità di integrare in maniera completa le Maps su un sito web esterno attraverso l’implementazione delle proprie API.Il nuovo servizio si rivolge invece all’utente medio della rete, e non obbliga alla conoscenza di alcun linguaggio di programmazione e di scripting: tutto quello che occorre è un account Google grazie al quale creare e salvare le mappe personali. “Chi può creare mappe meglio degli esperti locali?” sono le parole con cui Jessica Lee, product manager per Google Maps, presenta MyMaps in un’intervista. “MyMaps - dice ancora Lee - rende la creazione di mappe universalmente accessibile a chiunque”.

La personalizzazione è il focus principale di MyMaps: oltre a poter ricreare i percorsi di un viaggio appena fatto, segnare mete naturalistiche di rara bellezza o fare una guida ideale dei ristoranti e luoghi di ristoro preferiti, le potenzialità del tool sono ulteriormente arricchite dal poter aggiungere immagini, video di YouTube e molti altri contenuti e informazioni aggiuntive presenti in rete.

In piena epoca di web semantico, MyMaps ambisce a diventare un potente e flessibile strumento di racconti di viaggio in cui il testo lascia il posto alle immagini, al solo prezzo della fantasia dell’utilizzatore. Indicative a riguardo sono le mappe disponibili a titolo esemplificativo: si va da The World of Hello World, percorso ideale dei luoghi in cui sono stati inventati i linguaggi di programmazione presenti e passati, a Monster Sightings, rappresentazione globale dei luoghi di avvistamento di Godzilla, la Mummia, Dracula e altri mostri famosi assortiti.

È c’è anche The Googleplex, opera di un impiegato di BigG che rappresenta il circondario del quartier generale di Google in quel di Silicon Valley. Il resto sta agli utenti del network globale: attualmente, Google MyMaps è disponibile negli Stati Uniti e in nove altri paesi, ovvero: Australia, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Paesi Bassi e Spagna.

Comments Off
Copyright © 2007 Quinzi’s Blog